1. Il rischio di avere una sola fonte, per quanto al momento la più attendibile ed aggiornata, per le ricerche in rete.Il monopolio è ormai vicino: tutti i più grossi portali si affidano a Google per fornire i risultati di una ricerca, e nessun concorrente riesce ad avere la stessa professionalità e celerità nella scansione del web e nell'indicizzazione dei risultati.A mio avviso nessun monopolio è auspicabile, tanto meno quello di chi indirizza verso un sito web piuttosto che un altro.2. Un altro rischio non meno importante, è la tendenza all'omologazione e alla stasi dei contenuti. Mi spiego meglio. Google è usato non soltanto per ricerche personali, ma anche per spunti e documentazioni che sfoceranno in articoli giornalistici o in post di qualche weblog.Se l'articolo che si vuole scrivere non è di approfondimento, e oggi ne vengono fatti sempre meno, il materiale a disposizione sull'argomento trattato non aumenterà di una virgola.Mi è capitato più volte di trovare le stesse parole su un certo argomento, in tre o quattro siti, senza sapere neanche chi sia stato il primo a scriverle. Lo stessa cosa dicasi per le documentazioni fotografiche. Provate a cercare su Google la foto di Guido Gozzano. Il risultato è sconfortante.3. L'ultima riflessione è su quello che Google, e tutti i motori di ricerca non vedono.Mi riferisco alla sterminata mole di informazioni e risorse pubblicate nei siti che, per le ragioni più svariate, non permettono agli SPIDER di essere indicizzati.Spesso queste informazioni semplicemente non esistono.Una soluzione è quella delle directory, ma nonostante gli enormi sforzi per tenerle vive, non sempre i dati sono aggiornati e completi. [06:52 PM]