giovedì 8 maggio 2003
Il virtuale ha assorbito il reale.
Il pensiero di Jean Baudrillard è da sempre incentrato sull'analisi della società dei consumi, sui miti che essa insegue e sulle strutture che la formano. Non ho mai amato le visioni apocalittiche, tantomeno gli scritti di Baudrillard, troppo vicini alle dinamiche concettuali dei tardo-marxisti. Certe volte però sono attratto dal conoscere anche teorie che non condivido, nonostante la lettura provochi in me una repulsione immediata.
Così ho ritrovato una intervista al nostro autore sul sito Mediamente, dal titolo "Il virtuale ha assorbito il reale", in cui ribadisce uno dei sui pensieri più conosciuti, applicandolo al mondo della rete. Il messaggio catastrofico si concentra sulla "perdita del reale", sulla scomparsa dei significati tradizionali all'interno di un nuovo media.
C'è un modello di realtà, un principio di realtà, che è stato costruito e che si può scomporre molto rapidamente. E' in effetti una sorta di costruzione quella che si è sgretolata sotto la spinta delle tecnologie moderne, delle nuove tecnologie in particolare. Accade effettivamente che a un certo punto il reale ci sta pur sempre di fronte, e noi ci confrontiamo con esso, mentre con il virtuale non ci si confronta. Nel virtuale ci si immerge, ci si tuffa dentro lo schermo. Lo schermo è un luogo di immersione, ed ovviamente di interattività, poiché al suo interno si può fare quel che si vuole; ma in esso ci si immerge, non si ha più la distanza dello sguardo, della contraddizione che è propria della realtà. In questo universo il soggetto non ha più una sua posizione propria, una condizione vera, in quanto soggetto, di un sapere o di un potere o di una storia. C'è invece un'interazione, che vuol dire in fin dei conti uno svolgimento o un riavvolgimento di tutte le azioni possibili. Nella realtà virtuale tutto è effettivamente possibile, ma la posizione del soggetto è pericolosamente minacciata, se non eliminata.
La seduzione? Beh, io non ho mai parlato di seduzione a proposito di Internet, e mi stupirei se l'avessi fatto. A mio parere non ve n'è traccia, in alcun modo, poiché la seduzione in ogni caso suppone appunto una relazione, un rapporto a due; quale che ne sia il carattere la seduzione esiste sempre all'interno di uno scambio duale. In Internet, al limite, c'è un'interazione, che non è in alcun modo una relazione duale poiché non è fondata sull'alterità, e non è nemmeno una relazione di confronto, di sfida, eccetera. Abbiamo invece un rapporto di immersione, di interazione: là dentro non esiste seduzione, al massimo si produce, evidentemente a livello collettivo, una reazione di fascinazione, ma come avviene al cospetto di un universo feticcio, di un oggetto d'adorazione. [01:55 PM]
lunedì 12 maggio 2003
Guai a chi semina deserti.
Alcune frasi nietzschiane sono così propositive da essere scambiate per detti di una guida spirituale piuttosto che parole del filosofo del nichilismo.
La prima che mi viene in mente è questa: "Qual'è per te la cosa più umana? Risparmiare vergogna a qualcuno". Poche parole, semplici, a determinare e proteggere la parte più delicata dell'Io, quella che viene colpita dalle affermazioni degli altri.
Un'altra presa in prestito per il titolo di questo post: "Guai a chi semina deserti". La ricordo da parecchi anni, e in questo ultimo periodo, in cui le letture spirituali tengono il posto delle scorribande filosofiche, questo frammento mi ricorda le parole dei mistici e di chi segue le anime contemporanee nella difficile strada dell'autorealizzazione.
L'ho ricordata in questi giorni, sconfortato da comportamenti sempre più accettati, tollerati, diffusi; dai punti di vista sull'amicizia, l'amore e le relazioni con l'altro sesso. Le teorie alle quali una volta goliardicamente applaudivo, vengono ora applicate sistematicamente, nella realtà più viva, sulle persone a cui voglio bene. [01:52 PM]
mercoledì 14 maggio 2003
Tra ragione e passione.
Di Hegel ricordo l'incessante sforzo di riunire tutto nel concetto, e l'irritazione nel vedere dispiegare il suo sistema sotto l'egemonia della ragione: l'idea diventava razionale, lo spirito altro non era che pensiero.
In questi giorni sto leggendo un libro di Marco Vozza, professore di filosofia teoretica a Torino, che consiglio a chiunque, anche se non abituato alle letture filosofiche. Il sottotitolo, "Invito alla filosofia", è esplicito; il contenuto sintetico e chiarissimo, il titolo promettente: "Tra ragione e passione".
La prima parte consiste in una rapida esposizione dei tratti caratteristici di importanti filosofi, con molta attenzione agli ultimi contributi dei contemporanei. La scrittura è sempre piacevole, mai troppo tecnica, e illuminante sui principi fondamentali di ogni autore.
La seconda parte propone un reintegro delle passioni, delle emozioni e degli affetti che la filosofia occidentale ha sempre bandito nel nome del Pensiero. Sto finendo ancora le ultime pagine, e già mi sono ripromesso di conoscere meglio la prospettiva di Marco Vozza, la sua 'ermeneutica dell'affettività'.
"Tra ragione e passione" lo trovi anche su IBS. [01:52 PM]
domenica 18 maggio 2003
Objects dans la forêt.
Alberto Savinio, Objects dans la forêt 1927-1928, olio su tela; 73 x 92 collezione privata [09:58 PM]
domenica 18 maggio 2003
Giustizia o potere?
"Alcune iniziative della magistratura stanno condizionando la vita politica del paese"
"La stragrande maggioranza della magistratura svolge il proprio lavoro con grande professionalità e dedizione. Ma c'è una minoranza di magistrati, numericamente esigua, che agisce con una logica che non è quella dell'imparzialità".
Gianfranco Fini [10:21 PM]
martedì 27 maggio 2003
Il realismo politico.
"Che cos'è allora, in sintesi, il realismo politico? Nella sua dimensione descrittiva, è un paradigma epistemologico cui afferiscono una concezione della politica come lotta per il potere - una lotta che si avvale della violenza fino al limite dell'uccisione fisica - e una concezione dello Stato come «puro fenomeno di forza» o come strumento di imposizione di un ordine. Nella sua articolazione prescrittiva, per realismo si deve intendere invece un orientamento, una sensibilità, potremmo quasi dire un istinto, al servizio dell'autoconservazione di quel soggetto collettivo che è lo Stato, una sorta di tecnologia del potere operante sui moventi dell'agire umano, un'arte di governo poggiante su un insieme più o meno sistematico di massime prudenziali, e perennemente volta alla ricerca di un precario equilibrio in una situazione connotata da diseguaglianze, attori ostili e risorse scarse".
Pier Paolo Portinaro, Il realismo politico, 1999 [08:59 AM]
Conoscenza a pagamento: verso l'economicità dei contenuti Web.
È il titolo dell'ultimo articolo che ho scritto per Apogeonline. È il titolo dell'ultimo articolo scritto per Apogeonline. Summa: la crescita del mercato dei contenuti a pagamento è l'unico modo di rendere economici i propri interessi. [09:03 AM]
giovedì 29 maggio 2003
Per ridere...mitico!
Ecco un pezzetto preso da Zelig, che nella mia compagnia sta spospolando! È la celebre parodia di Giampiero Galeazzi fatta da Nicola Savino.
Mittico! [01:05 PM]
giovedì 29 maggio 2003
Italian Newsletter Award.
Se potessi dare un premio per la migliore newsletter tutta italiana lo darei sicuramente ad Antonio Tombolini.
Per motivi di lavoro (ProntoSpesa.it), sono iscritto a tutte le newsletter dei supermercati online e a molte altre. Le ho tutte archiviate. A volte le rileggo per mettermi nei panni di chi riceve queste simpatiche letterine, spesso a sfondo commerciale, per capire come ci si sente e quanti secondi possano durare prima che il tasto delete annulli per sempre il loro ciclo di vita.
Lo stile con cui Antonio si rivolge ai lettori è inconfondibile. Parla con la sua voce, si mette in gioco esponendosi in prima persona, si sente che dice cose a cui tiene veramente, l'entusiasmo per quello che fa riesce sempre a coinvolgerti. Le sue newsletter sono conversazioni, proprio come i mercati del Cluetrain, che Antonio conosce meglio di chiunque altro.
Quando ha lasciato Esperya, ho dovuto fare due cartelle. Alla seconda ho aggiunto "senza Tombolini"...e si vedeva proprio. Adesso ecco arrivare una mail che mi avvisa della nascita di tre nuove bancarelle nella Piazza del Mercato. È proprio come le newsletter che non vedevo l'ora di leggere, quelle in formato testo ma con tanto contenuto da spiazzare tutte le soluzioni grafiche più evolute.
Bravo Antonio, il premio è tutto tuo. [19:58 PM]
|
|
|
|
Copyright 2002-2012 Marcello Bramante ISSN 1721-9833 |
|
|