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.: archivio blogs > gennaio 2003


giovedì 2 gennaio 2003

Euro e inflazione.
Una moneta da due Euro.Due articoli interessanti su Lavoce.info.
Dieci domande e risposte su euro e inflazione di Luigi Guiso.
L’anno trascorso è stato l’anno dell’euro e si è chiuso tra le polemiche. E’ opinione diffusa che l’introduzione dell’euro abbia contribuito non poco all'inflazione. Ma è davvero così?

La spesa di una grande famiglia nel 2003.
L'Istat è nell'occhio del ciclone dopo avere rivisto, come di consueto, il paniere di beni utilizzato per calcolare l'indice dei prezzi al consumo. Una scheda aiuta a capire come avviene la rilevazione dei prezzi e come è calcolato l'indice dei prezzi al consumo.   [05:31 PM]



venerdì 3 gennaio 2003

Pagati per bloggare.
Il logo di Paid: the economics of content.Il 2003 sarà l'anno in cui i weblog americani cresceranno e diverranno commerciali.
Così prevede Rafat Ali nel suo Paid: the economics of content. I tempi sono maturi perché i migliori weblog vengano acquisiti dai grossi gruppi editoriali. Ali suppone che alle persone che scrivono questi blogs, verranno offerte posizioni salariate e una percentuale sulle entrate pubblicitarie.
Scrivere un weblog diverrà per qualcuno un'attività a tempo pieno remunerata e non soltanto un passatempo.
Ali abbozza anche una lista di possibili obiettivi d'acquisto da parte delle media companies americane.

La situazione italiana è diversa: i blogs nostrani sono perlopiù incentrati sulla tipologia del diario personale, e non hanno ancora sviluppato l'attitudine giornalistica propria dei siti americani.
Sviluppare contenuti è difficile e oneroso in termini di tempo e fatica, ma è anche l'unica via alla professionalità e alla differenziazione.   [11:12 AM]



lunedì 6 gennaio 2003

Cosa penso della clonazione.

"Il temine di per sé significa riproduzione di una entità biologica identica geneticamente a quella originante. Il termine greco klón fa pensare al ramoscello di una pianta che inserito nel terreno adatto può riprodurre la pianta da cui è stato tratto".

"La illiceità della clonazione deriva dal rapporto di dominazione che si realizza sulla corporeità del soggetto clonato, dall'assenza dell'atto personale di amore procreativo, trattandosi di riproduzione asessuale e agamica, dalla offesa in definitiva del disegno del Creatore."

Appunti sulla clonazione dal sito del Vaticano.

Julius Evola scrisse una frase che mi è rimasta impressa: “Ci sono cose che non sono degne di essere conosciute”.

Si adatta perfettamente a quello che penso della clonazione. La scienza e la tecnica non devono rimanere cieche. Il loro cammino non può essere giustificato unicamente dal loro mero esserci; le loro finalità devono essere definite da un pensiero che non sia legato alla ricerca.

La ricerca per la ricerca. Non esisite tautologia più pericolosa. Per porvi rimedio nel breve periodo, non bastano la coscienza individuale o la diffusione stentata di una bioetica legata ai dibattiti mediatici.

Occorre una scelta conforme a quella che Weber definisce etica della responsabilità, cioè un’etica che tenga conto di quali saranno le conseguenze, gli effetti di ciò che si fa.

Senza rendercene conto ci siamo spostati nel campo proprio della politica, nel momento meno decisionistico che la politica abbia mai conosciuto.  [06:45 PM]



mercoledì 8 gennaio 2003

La causa delle banane.

Un casco di banane.Un pesticida, il Nemagòn.
Tre multinazionali americane delle banane.
Una sentenza che le condanna a pagare quasi 490 milioni di dollari alle persone obbligate a lavorare a contatto con questo pesticida nelle coltivazioni del Nicaragua.

Leggi l'articolo di Giorgio Trucchi. Via Eticare.it  [01:36 PM]


Visualizzare il web.

TouchGraph GoogleBrowser mostra come il web appare ai motori di ricerca, visualizzando graficamente i collegamenti tra i siti coinvolti nella ricerca.

TouchGraph GoogleBrowser usa il database di Google per determinare e visualizzare i link tra l'indirizzo internet (URL) che inserisci e le altre pagine nel web. I risultati appaiono come un grafico, e mostrano le relazioni tra i siti collegati da e verso l'indirizzo che hai scelto.

Il modo migliore per capire la struttura e la potenzialità di ogni rete: nodi e connessioni che si espandono teoricamente all'infinito.

[Immagine tratta e rimpicciolita da questa pagina del sito Gandalf.it]  [07:43 PM]



giovedì 9 gennaio 2003

La versione accessibile è davvero discriminante?

Costruire un sito completamente accessibile alle persone con problematiche visive, motorie o psichiche, non richiede soltanto l'uso di tecniche e accorgimenti pratici che spesso vengono ignorati.

L'esperienza della navigazione è diversa da quella che può sperimentare chiunque non conviva con disabilità fisiche o motorie, per cui mi permetto di asserire che certe tipologie di siti (in particolare quelli e-commerce) acquistano un valore positivo, in termini di esperienza di navigazione e di acquisto, soltanto se progettati in due versioni diverse e parallele, di cui una avrà l'inevitabile appellativo di versione accessibile, fermo restando il medesimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti per entrambi.

Il web è sicuramente, o sta diventando prevalentemente, un medium visivo, in cui la comunicazione acquista un surplus semantico dalle relazioni tra testo e immagini.
Rendere esperibili gli stessi significati mediante strumenti vocali quali gli screen-reader è possibile usando strutture semantiche e di interazione diverse.

Alcuni contenuti potrebbero addirittura risultare inadatti o superflui, quando questi non rappresentano la funzione primaria e il dover essere del sito.

È relativamente semplice in un'esperienza visiva del web, passare con un colpo d'occhio da una sezione ad un'altra della pagina, evitare una pubblicità, un'operazione di marketing o un banner. Anzi è proprio la condizione abituale di lettura delle pagine web ad essere a zig zag, come uno scanner che percepisce soltanto le parti considerate istintivamente degne di attenzione.

Con un dispositivo vocale è praticamente impossibile evitare a priori determinati contenuti.

Conclusione: non sempre la versione accessibile separata da quella classica, è una discriminante. Anzi diventa una necessità e un vantaggio quando serve a migliorare la funzionalità e l'esperienza di un sito web.  [02:11 PM]



venerdì 10 gennaio 2003

Accountability.

La divergenza culturale tra i manager e gli esperti in tecnologia che possono rendere reali i sogni dei manager, continua a generare confusione, fraintendimenti e mancanza di comunicazione.

I dirigenti non partecipano attivamente a nessun progetto tecnologico, che pensano fallisca inevitabilmente, mentre i manager IT fraintendono spesso i bisogni organizzativi dell'azienda.

Nell'articolo "Who's accountable for IT?", apparso nel sito McKinsey Quarterly, vengono prese in considerazione le aziende che hanno affrontato con successo questo problema, scoprendo che la soluzione è l'accountability.

I dirigenti non devono soltanto stabilire il piano tecnologico, ma farlo proprio, gestendone l'esecuzione. E per assicurare che la tecnologia aggiunga valore al business piuttosto che esserne di mero supporto, le aziende devono fare in modo che i propri manager IT comunichino con le varie business unit così come fanno con i loro superiori.

Ecco una definizione di accountability:
Due componenti sono presenti nel termine accountability. La prima è il rendere conto delle nostre operazioni a coloro da cui deriva la nostra autorità, informandoli di ciò che abbiamo fatto, del perché lo abbiamo fatto e di come stiamo migliorando le performance e i risultati. Un elemento importante di questa prima componente è l'accettazione delle conseguenze delle nostre azioni.
La seconda componente consiste nell'impegnarsi a fornire informazioni sulle nostre azioni e decisioni a tutte le altre persone con cui condividiamo intenti e programmi. Ad esempio, informiamo il nostro ambiente di lavoro delle nostre azioni, ma rendiamo conto delle nostre azioni ai nostri diretti superiori. In una simile organizzazione le autorità possono essere delegate, ma non le responsabilità.  [08:33 PM]




sabato 11 gennaio 2003

Random-lotto.

Il mio amico Roberto (autore materiale di ProntoSpesa.it), ogni tanto si diletta con il codice ASP.

L'ultima pagina che ha creato, riproduce estrazioni casuali del lotto su tutte le ruote.

Quando non sai che numeri giocare al lotto o al superenalotto, puoi fare un giro qui.

Se invece vuoi contattare Roberto, puoi farlo a questo indirizzo: roberto@newstreet.it[08:52 PM]




domenica 12 gennaio 2003

Read-Write, Not Read-Only.

Una foto di Dan GillmorDan Gillmor, giornalista del San Jose Mercury News', ha pubblicato vere gemme di saggezza in un articolo intitolato "We Media".

Un paio di citazioni:

"The Internet is Read-Write, not Read-Only."
"Journalism is evolving away from its lecture mode -- here's the news, and you buy it or you don't -- to include a conversation. Interactive technology -- and the mostly young readers and viewers who use and understand it -- are the catalysts."

Pur non essendo pensieri nuovi, stupisce il fatto che la maggior parte dei 'news executives' non afferrino il concetto. O forse lo fanno, ma non riescono a trasformare i propri siti di notizie in luoghi di conversazione.

È un grande cambiamento, e pochi editori sembrano avere il coraggio di esortare il pubblico a conversare su ogni articolo, formando una comunità online del tipo di SlashDot.

Gillmor ha ragione: Internet è il posto in cui possiamo attingere a qualsiasi forma di conoscenza e dirigere la conversazione. [Via E-Media Tidbits[11:59 PM]




lunedì 13 gennaio 2003

Idee vincenti.

Volevo augurare buona fortuna alla persona che è capitata nel mio weblog cercando su Yahoo! questa frase:

IDEE VINCENTI AMERICA

Spero che tu abbia trovato le idee giuste per vincere.  [08:31 PM]




I sette peccati capitali dei contenuti gratis.

Il logo di Paid: the economics of content.Articolo piuttosto lungo, ma estremamente attuale soprattutto in America. Speriamo diventi anche da noi tema di dibattito, affinché ai contenuti dei siti web venga riconosciuta la propria economicità.

Scritto da Robert Spears, si intitola "The Seven Deadly Sins of Free Content" (I sette peccati capitali dei contenuti gratis), ed inaugura una nuova rubrica su Paid.

Spears adatta i sette peccati capitali alla realtà dei siti di notizie, che spesso evitano di fornire contenuti a pagamento, con tanto di analisi dei sintomi, descrizione della prognosi e cure consigliate.

Un assaggio per quel che riguarda l'invidia:

Invidia

Descrizione:

Credere che le pratiche assurde e non dimostrate dei propri concorrenti siano brillanti. Credere che la sfida riguardi soltanto le page-views e il pubblico enorme.

Sintomi
  • Autodisprezzo
    "Soltanto il Wall Street Journal può sottoscrivere abbonamenti online."
    "Nessuno pagherebbe mai per notizie di carattere generale, vero tormento dell'umanità."
    "I contenuti online sono orrendi. Nessuno li legge."
    "I nostri concorrenti sono più brillanti di noi. Regaliamo i nostri contenuti, almeno serviranno a qualcosa."
  • [...]
La nuova rubrica conterrà commenti irriverenti sulle strategie e sulle pubblicazioni che riguardano il futuro economico dei contenuti online.  [09:06 PM]




giovedì 16 gennaio 2003

Livelli di interazione.

Possiamo definire l'interattività come la peculiarità dell'internet di non essere un medium comunicativo a flusso unidirezionale. Al contrario della televisione, in cui le reazioni ai messaggi sono di tipo limitato, in rete abbiamo maggior tempo di riflessione e una ampia possibilità di scelta sulle informazioni che vogliamo ricevere. Il mito dell'interattività prevede anche una partecipazione attiva nella comunicazione, ma non sempre quest'ultima è presente o incentivata.

Ad un livello inferiore, usiamo la stessa parola (interattività, interazione), per indicare non lo scambio di informazioni in un processo comunicativo, ma il mezzo, lo strumento in grado di attivare tale modalità. A seconda della familiarità ed esperienza nell'uso del mezzo (terminali, internet), possiamo parlare di livelli raggiunti nella capacità di interagire.

Questa seconda concezione del termine è estremamente importante per capire l'evoluzione dell'internet, e per analizzare qualitativamente il primo concetto di interattività.

A seconda dell'esperienza di navigazione nella rete, ogni singolo utente sembra cambiare le proprie attitudini e abitudini nel tempo e nei modi in cui usufruisce della propria connessione. Non stupisce che si parli poco di un argomento così importante, e che i dati a disposizione siano scarsi e poco approfonditi.

Tutti gli articoli che ho letto concordano su un fenomeno: man mano che cresce l'esperienza di navigazione, gli utenti sembrano abbandonare i portali generalisti, o comunque usarli soltanto come punto di partenza. Aggiungo io: magari perché nell'installazione se li ritrovano come pagina principale del browser.

I primi mesi di interazione, sono caratterizzati da giri senza mete precise, poi l'attenzione viene focalizzata sui propri argomenti preferiti, dando concretezza alle proprie ricerche.

Rimane sempre una parte del tempo impiegato nel "cazzeggiare" per il web, passando da un link ad un altro. Non è forse anche questa una forma di interazione? Ma di che tipo? Se cercare un argomento significa informarsi ed approfondire, zigzagare per il web scannerizzando a colpo d'occhio pagine e pagine, a cui si dedicano pochi secondi, ha comunque una funzione epistemologica.

Magari non sapremo dire dove e quando abbiamo visto una certa informazione, ma abbiamo un'idea di quello che abbiamo visto, ed ogni idea contribuisce a dare forma alla realtà, nel web come nella vita reale. Tutto ciò che anima i nostri sensi, anche se non ancora interiorizzato e razionalizzato, ha comunque un valore cognitivo. Anche le incursioni senza meta nel web.  [09:56 AM]




sabato 18 gennaio 2003

La ricetta delle bugie.

Un libro e un bicchiere di vino.Non sapevo proprio cosa scrivere nella newsletter che ogni tre settimane circa invio ai clienti ProntoSpesa. Le idee erano piuttosto scarse, e non mi piace disturbare qualcuno per proporre le solite offerte della settimana, non l'ho mia fatto.

Perché non parlare del carnevale? Idea poco brillante, tra poco le nostre caselle di posta saranno piene di mail dal titolo "Carnevale a 1 Euro" o "Carnevale ogni sconto vale".

Qualcosa dovrà pur venirmi in mente! Apro Google e cerco l'attualissima ricetta delle bugie. 787 risultati, in appena 0.03 secondi.

La prima cosa che mi salta all'occhio, è la presenza sulla destra di molti link a pagamento. La prima cosa che mi passa per la mente è come facciano dei siti di ricette ad avere introiti dalle visite per permettersi una pubblicità su Google.

La risposta è semplice: ognuno di questi siti di ricette, in qualsiasi punto della home page clicchi, ti fa scaricare un simpatico programmino (dialer) che si collegherà via modem con tariffe tutt'altro che scontate.

Metto da parte la newsletter a contenuto gastronomico e torno ad aggiornare il sito ProntoSpesa.  [02:25 PM]




giovedì 23 gennaio 2003

Filosofia del web.

Internet è ancora troppo giovane per avere materie dedicate. Tra pochi anni, nei piani di studio delle facoltà umanistiche, potremo trovare corsi di sociologia del web o di filosofia dei sistemi ipertestuali.

Oggi abbiamo le intuizione dei pionieri dell'Internet, delle menti che per prime sono state catturate dall'entusiasmo per un nuovo modo di comunicare se stessi agli altri, per una realtà democratica e autopoietica, mossa dagli interessi di ognuno e non organizzata dall'alto.

Mi dispiaceva non riuscire a leggere fino alla fine il libro di David Weinberger, Small Pieces Loosely Joined, titolo difficile da tradurre e che in italiano è diventato Arcipelago Web. L'influenza di questi giorni mi ha permesso qualche ora in più da dedicare alla lettura.

Volevo scoprirne le idee e averne una mia in proposito. Troppo spesso la passione per la novità produce negli autori un'euforia dannosa per l'analisi e fertile per visioni utopiche e pseudo-rivoluzionarie. Non credo nelle invenzioni che portino da un giorno all'altro a disfare un mondo e a crearne uno nuovo, perfetto.

Weinberger ha uno stile leggero e amichevole, come trasportato da una conversazione a cui crede molto, senza costruzioni sistemiche.

Professore di filosofia per sei anni, sembra proprio che Internet fosse quello che aveva sempre aspettato nella vita, anche a livello teoretico. Le tracce concettuali più significative sono proprio a livello filosofico, nel cercare una soluzione del pensiero che non imprigioni la nostra vita come ha fatto gran parte della tradizione occidentale.

La nascita di una teoria filosofica può partire da esperienze che decontestualizzano il modo di vedere il mondo, che relativizzano la realtà sociale così come è stata costruita. Nelle parole di Weinberger troviamo un sentiero di libertà speculativa, la stessa libertà che ci piace assaporare quando con-viviamo in Rete.

Spazio
"Le cose creano lo spazio, porgendosi al nostro sguardo con una loro carica emotiva. Mettendo insieme una serie di cose, cominciamo a costruire luoghi che a loro volta presentano qualità affettive proprie e particolari. Lo spazio vissuto consiste appunto di luoghi.
Lo spazio web e anch'esso pieno di luoghi, alcuni simili a prati, altri a canali di drenaggio, oppure tutti ricchi di carattere e di significato. Il web è un luogo (...) in cui la vicinanza viene determinata dall'interesse".

Tempo
"Il web, invece, ci rammenta che l'unità di base del tempo non è l'attimo, ma una vicenda, e che il filo che lega il tempo non è il mero susseguirsi degli attimi ma il fatto che troviamo interessante ciò che ci succede".

Interazione sociale
"Il pubblico del web consiste non di una massa, ma di singoli individui uniti in un enorme numero di gruppi (liste di discussione e tutte le altre modalità di aggregazione concretizzatesi in Rete). Ma poiché il web ama prendere le strutture sociali, scomporle in piccoli pezzi e poi lasciare che questi si ricompongano a piacere, questi gruppi (le unità sociali fondamentali) si reinventano continuamente in modi che mettono in discussione qualsiasi assunto sociologico sui gruppi del mondo reale".

Conoscenza
"La conoscenza non è un corpo di verità autenticate con il sigillo della legittimazione: sul web diventa piuttosto attività sociale, un processo che si attiva e dispiega quando qualcuno dice qualcosa che gli interessa, qualcun altro risponde e ne segue una conversazione."

Materia
In breve, ciò che rende reale il mondo reale è il fatto che manca delle caratteristiche che fanno del web il web. La Rete è un luogo sociale che noi esseri umani abbiamo costruito volontariamente a partire dalle nostre passioni, per mostrare agli altri come il mondo appare agli occhi di ciascuno. Il mondo reale è quello che sentiamo separato da noi: cose che esistono indipendentemente dal modo e dalla passione con cui noi ci rapportiamo ad esse."

Speranza
"I suoi effetti più profondi il web li avrà in quanto idea. E le idee non esplodono, ma sovvertono. E hanno bisogno di tempo. E poiché cambiano il nostro modo stesso di pensare, sono meno visibili di una grande opera pubblica o dell'avvento dei televisori a schermo gigante. Dopo un po' qualcuno si accorge che non guardiamo più alle cose con gli occhi dei nostri genitori."

David Weinberger, Arcipelago web, 2002, Sperling & Kupfer.  [01:24 PM]




Non tutti i dialers vengono per nuocere.

Programmi che dirottano la navigazione su linee a pagamento, i dialers sono applicazioni multiformi, adatte ad una gamma di servizi a valore aggiunto molto più vasta del download di loghi e squilli alla moda tra i più giovani. L'amministratore di una delle società-fornitrice di dialers più quotate, Luca Zolesi di InfotelServizi, risponde alle critiche di chi li definisce “software-mangiasoldi” e prospetta un roseo futuro quale forma di pagamento più comoda e sicura della transazione con carta di credito.

Leggi l'articolo completo scritto da Ernesto Siciliano su Bernabé Digital Magazine, da cui è tratto questo abstract.  [08:13 PM]



Always-On, anche i leader bloggano.

Il logo di Always-on.Lo scopo di Always-on è quello di pubblicare contenuti che includano i punti di vista dei più potenti attori di aziende always-on.

Da Bill Gates a Meg Whitman a Craig Barrett, il sito promette di far bloggare la crema dei business-man di successo, garantendo che saranno pronti a rispondere ai commenti dei visitatori durante l'intera giornata, controllando costantemente l'andamento dell'interazione degli utenti con il sito.

Speriamo che il caro Bill non debba scomodarsi troppo per noi comuni mortali!  [08:47 PM]




venerdì 24 gennaio 2003

Napsterizza la tua conoscenza: dare per ricevere.

Il logo di Napster.Il successo di Napster era fondato su questo principio: "È meglio dare che ricevere".
Il principio si può trasformare ulteriormente: più un'azienda condivide le proprie conoscenze, e più queste ultime acquistano valore.

Le aziende che condividono le loro proprietà intellettuali e i propri processi di business con clienti e partner, sono avvantaggiate nella diffusione della conoscenza dei propri prodotti presso potenziali clienti. La rete dei rapporti interpersonali è il canale del marketing delle aziende aperte.

Parola di Ben McConnell e Jackie Huba autori di questo articolo apparso su MarketingProfs.com.  [01:35 PM]




sabato 25 gennaio 2003

"Codice Libero" via mail.

La foto di Richard Stallman.Ho ricevuto oggi nella mia casella di posta, la prima e-mail dell'antemprima di "Codice Libero", la storia di Richard Stallman, genio rivoluzionario del software, e del movimento per il software libero che ha cambiato le regole del mercato informatico delle grandi corporation.

È un regalo che Apogeonline fa ai lettori abbonati alla newsletter. Dopo 6 settimane consecutive, avrai gratuitamente tutte le puntate che vanno a formare l'intero volume. Basta quindi iscriversi alla newsletter inserendo il proprio indirizzo e-mail in qualsiasi pagina del sito, e collezionare i capitoli che arrivano ogni sabato.

"Chi usa un calcolatore dovrebbe essere libero di modificare i programmi per adattarli alle proprie necessità, ed essere libero di condividere il software, poiché aiutare gli altri è alla base della società."
Le parole di Stallman da un articolo del 1998.

Questa filosofia è talmente verosimile quanto distante dalle idee del software proprietario, quello che tutti installiamo ed accettiamo senza considerarne gli svantaggi e le implicazioni.

Argomento attualissimo quello dell'Open Source, e la lettura di "Codice Libero" aiuta a comprenderne il fenomeno, partendo dalle opere e dalle idee di uno dei suoi più profondi sostenitori.  [12:55 AM]



News That Comes to You.

Logo xml.I feed RSS (RSS è un particolare formato, inventato e messo punto da Netscape, per scambiare dati attraverso un file XML) offrono ai drogati di news un modo per tenere sotto controllo le ultime novità pubblicate da centinaia di siti.

In questo articolo, apparso su Online Journalism Review, J.D. Lasica analizza un nuovo modo per districarsi nella giungla delle informazioni disponibli online: giornali, webzine, weblog. La soluzione si chiama news readers, software che prelevano gli ultimi aggiornamenti dai propri siti preferiti.

Uno di questi programmi che solo ultimamente stanno muovendo dal mondo degli appassionati di tecnologia verso il grande pubblico è NewzCrawler. Altri software sono menzionati nell'articolo, insieme ad una panaromica su come funziona tecnicamente l'aggregazione di diverse fonti e su come utilizzare questi nuovissimi strumenti.  [08:22 PM]




domenica 26 gennaio 2003

Personal Log.

C'è una enorme differenza tra un file log di un sito qualsiasi e quello di un sito personale. Me ne accorgo da quando ho messo online Fresko. Non guardo le statistiche soltanto in maniera analitica, puntando subito il mouse sul menu degli accessi giornalieri, e l'unica gioia non è constatare che sono cresciuti.

Mi soffermo su ogni referrer, su ogni parola per cui un motore di ricerca ha deciso di mandare qualcuno da me piuttosto che da qualcun altro.

Per ProntoSpesa non è così. Mi interessano sempre il numero delle visite, in fondo resta sempre la mia "creatura". Ma la differenza è proprio qui: nel fare visita a qualcosa che ho costruito con impegno e fatica, piuttosto che venire a trovare proprio me.

Così quando vedo il tentativo di scaricare il file "favicon.ico", mi sento orgoglioso e appagato: qualcuno è interessato a ciò che scrivo a tal punto da inserirmi tra i suoi siti preferiti. Chissà quante volte l'ho fatto io senza pensarci.  [01:24 AM]




martedì 28 gennaio 2003

Business Intelligence?

Immagine Microsoft Business Intelligence.Da qualche giorno, molte newsletter professionali contengono pubblicità e relativo link, ad un pacchetto software che Microsoft ha preparato per risolvere tanti problemi delle aziende moderne ed evolute tecnologicamente. La soluzione (pardon, la business solution) a tutti i mali ha un nome: Business Intelligence.

Non ho mai visto niente di più patinato, né letto tante parole inutili e senza alcun valore pratico. Cosa contiene il pacchetto miracoloso che cambierà la vostra azienda? Microsoft SQL Server e Office XP: davvero la panacea che aspettavamo!

Il massimo del ridicolo lo raggiunge però la Demo Live. Grattacielo di sfondo (riprenditi! non siamo a New York!), voce da documentario di Quark e frasi da manuale del giovane Millionaire. Ecco l'incipit, il resto lo lascio metabolizzare alla tua pazienza: "Trasformare le informazioni in decisioni consapevoli con Microsoft Business Intelligence".

Riuscirà il magico pacchetto a fregare qualche piccolo imprenditore con il sogno dell'azienda efficiente?  [07:39 PM]




giovedì 30 gennaio 2003

Il weblog di Don Rosario.

Ho scoperto che Don Rosario, un prete che vive vicino a Cefalù, in Sicilia, ha un weblog in cui pubblicare i suoi pensieri, le sue riflessioni sul Vangelo, per instaurare un dialogo con i suoi lettori.

Penso alle parole del Papa, che parlava di Internet come "forum", spazio che riflette ogni aspetto della cultura e della vita sociale. Le avevo citate in un vecchio post:

"La Chiesa si avvicina a questo mezzo con realismo e fiducia. Come altri strumenti di comunicazione, esso è un mezzo e non un fine in se stesso. Internet può offrire magnifiche opportunità di evangelizzazione se utilizzato con competenza e con una chiara consapevolezza della sua forza e delle sue debolezze. Soprattutto, offrendo informazioni e suscitando interesse, esso rende possibile un primo incontro con il messaggio cristiano, in particolare ai giovani che sempre più ricorrono al ciberpazio quale finestra sul mondo. E' importante, quindi, che la comunità cristiana escogiti modi molto pratici per aiutare coloro che entrano in contatto per la prima volta attraverso Internet, a passare dal mondo virtuale del ciberspazio al mondo reale della comunità cristiana."

Complimenti e auguri Don Rosario.  [10:16 AM]





Copyright 2002-2012 Marcello Bramante
ISSN 1721-9833