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mercoledì 18 settembre 2002
Internet con la macchina del tempo
A San Francisco un'associazione non-profit mantiene un'archivio del passato della Rete. 10 miliardi di pagine costituiscono una grande risorsa per scoprire i cambiamenti di siti internet che spesso vengono sostituiti senza lasciare alcuna traccia delle versioni precedenti. Si tratta della Wayback Machine: senza questo tipo di risorse culturali, la civiltà digitale non avrebbe memoria dei suoi successi e dei suoi fallimenti. L'accesso è libero, proprio come in una biblioteca, e il viaggio nel passato vale veramente la pena. Certo fa abbastanza impressione scoprire che esiste ancora il vecchio sito ProntoSpesa, proprio come l'avevamo fatto la prima volta! [07:32 PM]
giovedì 19 settembre 2002
Il fast food etnico
L'evoluzione della cucina verso sapori etnici sarà la moda del futuro. Lo sostiene l'americano Iconocast che vede nell'integrazione e nell'aumento dei viaggi un propellente di questa tendenza. L'America sta già assimilando, ad ogni livello sociale, la cultura ispanica, almeno per quel che riguarda coppie famose: Penelope Cruz e Tom Cruise, Jennifer Lopez e Ben Affleck. L'articolo conlude così: combinando la qualità con un pizzico di gusto latino, molto può essere fatto per migliorare la nostra esperienza del pasto veloce. [09:52 AM]
La guerra aiuterà l'economia?
Lavoce.info boccia questa ipotesi, con l'articolo di Tommaso Monacelli a sostegno della teoria che nel caso della probabile ed imminente guerra all'Iraq, la spesa militare non avrà effetti espansivi sul ciclo economico.
A mio avviso vi sono diversi punti che non vengono presi in considerazione:
- questa crisi economica ha radici ben più lontane dell'11 settembre 2001 e ha l'aspetto di un vacillamento strutturale (dell'intero sistema del capitalismo fondato sulla finanza e sulle grandi multinazionali), più che di un assestamento ciclico. Lo scenario per i consumatori non sarebbe stato comunque roseo.
- dal punto di vista della politica economica, qualsiasi investimento ha una ricaduta positiva sull'economia reale.
- la guerra è sempre fatta per la "terra": una volta la si occupava fisicamente, oggi si estendono domini e controlli economici, ma non per questo meno utili alle finanze dei vincitori.
Oggi si chiama "lotta al terrorismo in nome della libertà" soltanto perchè la guerra aperta, quella di una volta, non è più possibile; si chiamano "zone di influenza" perchè la democrazia ha abolito la parola "colonia". Il colonialismo è mai stato un danno per l'economia dell'Impero? [13:21 AM]
venerdì 20 settembre 2002
Microsoft: il computer blindato si avvicina.
Si chiama Palladium il progetto di Microsoft per la fine della pirateria software, musicale e cinematografica domestica. Al di là della sicurezza e della tutela del diritto d'autore, si nasconde l'ipotesi di un controllo totale sul contenuto dei nostri pc e sulla nostra libertà di usare i programmi che vogliamo, con conseguenze disastrose per il software libero e per quello gratuito.
Ecco qualche link per approfondire l'argomento ed informarci sulla tecnologia e sui rischi che questo nuovo sistema potrebbe portare già nel 2004.
Gli articoli di Paolo Attivissimo: Palladium: la Soluzione Finale secondo Microsoft e Intel Il punto su Palladium Intel prepara i chip per Palladium
Le FAQ di Ross Anderson dell'Università di Cambridge: cosa sono TCPA e Palladium? [12:50 AM]
domenica 22 settembre 2002
Il meme della memetica.
La concettualizzazione, ovvero il cercare di riporre in un determinato luogo, di mettere in ordine le nostre speculazioni ed esperienze cognitive, porta alla nascita di tutte le teorie. Ogni teoria è un tentativo di sistematizzare porzioni di conoscenze e pensieri secondo un ordine. In questo ordine di solito esiste un concetto fondamentale, una guida che risolve in sè l'impossibilità di un abbraccio illimitato all'illimitatezza del mondo e della conoscenza. La luce che riceviamo dalle diverse teorie rappresenta anche la nostra zona d'ombra rispetto all'infinità della realtà che vorremmo conoscere. La verità risulta quantomeno parziale, ma la parzialità viene assunta come disvelante. La verità (ridotta) si trasfoma in idea, acquisisce vita propria, e cresce grazie alle nostre attenzioni.
Una di queste idee sta ricevendo più attenzioni di altre, e sembra interessi anche il marketing e la comunicazione pubblicitaria, settori sicuramente lontani dal padre della memetica: lo zoologo Richard Dawkins, che per primò ne parlò in un libro sulla teoria evoluzionistica darwiniana: The Selfish Gene (in italiano, Il gene egoista) del 1976.
In questo volume, Dawkins attribuisce al gene, la più piccola porzione di DNA, e non alla specie, la funzione evolutiva che si attua nel perpetuarsi di alcuni geni che risultano dominanti su altri. I geni sono unità che sopravvivono "passando attraverso un gran numero di corpi successivi" e la loro aspettativa di vita è lunghissima. I geni rappresentano la parte immortale, e noi siamo soltanto veicoli della loro longevità (macchine di sopravvivenza). I geni sono le unità base dell'egoismo, sono i primi, sia in senso cronologico che per importanza: i replicatori immortali, quelli che devono esistere perchè esista la vita, ovunque nell'universo.
Dawkins va oltre: esiste una nuova e diversa forma di evoluzione legata alla caratteristica peculiare dell'uomo, l'essere dominato dalla cultura.
Il meme è il nuovo tipo di replicatore comparso in tempi recenti sul pianeta; esempi di memi sono melodie, idee, frasi, mode. Proprio come i geni si propagano saltando di corpo in corpo tramite spermatozoi o cellule uovo, così i memi si propagano saltando di cervello in cervello tramite un processo che, in senso lato, si può chiamare imitazione.
I cervelli umani vengono parassitati dai memi fertili (ad esempio, l'idea di Dio) e divengono veicoli per la loro propagazione. Se l’idea fa presa, si può dire che si propaga diffondendosi di cervello in cervello.
Mi piacerebbe esprimere la mia opinione su questa teoria, e su tutte quelle che vi si ricollegano con molta superficilità e senza alcuna base speculativa o scientifica, sul nuovo mito delle idee contagiose, che si propagano come virus e che dovrebbero fare la fortuna e la ricchezza di chi saprà meglio cogliere l'opportunità di cambiare il modo in cui le persone pensano, parlano, agiscono.
- La mancanza di una divisione netta tra idee e cultura è alla base delle successive mistificazioni e banalizzazioni di questa teoria.
Mettere sullo stesso piano un jingle pubblicitario e una religione, è rappresentativo della nozione di "cultura" presente nei paesi anglosassoni, e Dawkins non sembra farne molta differenza. Per me la cultura non è un'idea, ma l'insieme delle produzioni collettive, vissute da una comunità come esperienza. Pensare che la cultura passi da cervello a cervello come un virus, è come credere che l'intera vita di una persona o di una comunità possa essere trasmessa ad altri con una stretta di mano.
- Ammettendo che questo sia possibile con le singole idee, con i messaggi pubblicitari o con le mode, in questo caso si è soltanto perso tempo a coniare la parola "ideavirus", forse perchè qualcuno era stufo delle parole imitazione o passaparola.
Che Internet possa essere il catalizzatore di nuove idee "vincenti": questo è il contributo che un nuovo guru del mondo interconnesso è riuscito a diffondere in mezzo mondo.
Linkografia essenziale:
L'introduzione tratta dal volume di Francesco Ianneo "Meme. Genetica e virologia di idee, credenze e mode".
Una scheda di Gianpiero Magnani.
Il Memetic Lexicon (in inglese).
Unleash Your Ideavirus di Seth Godin (via Fastcompany.com). [06:10 PM]
lunedì 30 settembre 2002
Una gita nel bresciano.
Mi sono deciso a fare qualche giorno di riposo, dopo l'estate passata a Torino. Niente viaggi esotici o soggiorni in villaggio: quest'anno è all'insegna del risparmio, visto che mi sono già regalato una moto che sognavo da tempo. Sono andato a trovare un caro amico a Brescia, ho fatto un giro sul Lago di Garda, bellissimo nonostante la pioggia. Le atmosfere del lago catturano sempre attenzione ed emozioni, così Desenzano e Sirmione, unite alla quiete di chi è fuori dalla città, mi sembravano dei veri gioelli. Al ritorno breve sosta a Piacenza, per visitare una delle gallerie d'arte moderna più importanti e meno frequentate in Italia: la galleria Ricci Oddi. [12:40 AM]
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Copyright 2002-2012 Marcello Bramante ISSN 1721-9833 |
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